CODICE: 25571
NAKAI KATSUMI

MONOTIPO

ArgomentoPittura e Arte Contemporanea

Annos.d. (ca. 1965)

Pubblicato daEdizioni del Naviglio

Formatoin sedicesimo

Luogo di stampa Milano

Numero di pagine pp. non numerate

Rilegaturaleg. bross.

NoteBuon es. con leggeri segni del tempo

“Katsumi Nakai (Hirakata, 1927 – 2013) è stato un artista visivo giapponese. Nato nel 1927 a Hirakata, Osaka, Giappone, studia pittura all’Istituto di Belle Arti di Osaka e dal 1953 al 1959 espone alle mostre collettive Dokuritsu Bijutsu. La sua prima mostra personale ebbe luogo nel 1956 alla Galleria Omote di Osaka. Nel 1958 fu tra i sette artisti fondatori del gruppo d’avanguardia di arte astratta e informale Tekkeikai, attivo da Kyoto a Osaka fino alla metà degli anni ’60. Negli anni successivi vinsero lo Shell Art Prize e il Premio del quotidiano Yomiuri Shimbun per la mostra Kansai Sogo.Nel 1964, Nakai lasciò il Giappone per un viaggio programmato in Europa e negli Stati Uniti, e la sua sosta a Milano lo attrasse verso gli stimoli artistici della città – a suo dire “per seguire il sole” – , così si trasferì temporaneamente in Italia dove sviluppò ulteriormente il suo punto di vista unico. Nakai entrò presto nella cerchia di artisti che nel 1967 lo scrittore e critico d’arte Guido Ballo descrisse come la “Nuova Scuola di Milano”. Tra loro c’erano personalità come Lucio Fontana e Tomonori Toyofuku, oltre a: Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Paolo Scheggi, Enrico Castellani e Nanda Vigo. In particolare, Lucio Fontana e il gallerista Renato Cardazzo hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione della pratica artistica di Nakai a Milano. Nakai era interessato all’idea di Spazialismo di Fontana e a come fosse percepita come una violazione delle convenzioni artistiche, consentendo a concetti come tempo e spazio di entrare nella tela. E Cardazzo diede a Nakai la sua prima mostra personale alla Galleria del Cavallino, Venezia nel 1965, oltre a numerose mostre alla Galleria del Naviglio, Milano – restando la sua città più cara.Le aperture in legno multicolore di Nakai sondano la superficie pittorica e i suoi livelli di dimensionalità, che vengono delicatamente sollevati e proiettati nello spazio dello spettatore. In questo senso, il lavoro di Nakai supera i limiti della tela piatta, mettendo in scena un’interazione tra proiezioni verso l’esterno, forma e volumi. Tra i tradizionali dipinti bidimensionali e le sculture tridimensionali, il risultato finale, come descritto da Guido Ballo, è un “oggetto pittorico”.La voce unica di Nakai è una sintesi degli ideali progressisti della Nuova Scuola di Milano e della ricca storia del Giappone, in particolare della sua dedizione artigianale e della sua poetica allusività. Gli strati colorati negli oggetti pittorici multidimensionali di Nakai si moltiplicano e si trasformano allegramente, quasi in un intricato gioco di origami, ammaliando lo spettatore e svelando, davanti ai suoi occhi, misteri metafisici.Nakai ha inoltre esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, Europa, Giappone e Stati Uniti nel corso della sua carriera, e ha ottenuto premi come il Premio Piazzetta, l’Ambitions Moderate Award e il Silver Award alla XV Triennale di Milano nel 1973.Nakai tornò a vivere in Giappone nel 1996 e morì a Hirakata nel 2013. Nel 2004, l’Istituto Italiano di Cultura di Kyoto ha organizzato la mostra fondamentale Katsumi Nakai – Open, mentre la Galleria Ronchini ha dedicato all’artista la sua prima mostra personale nel Regno Unito nel febbraio 2018.”
(da  ARCHIVIO KATSUMI NAKAI)

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